Coltivare zafferano: come farlo in vaso o nell’orto

Lo zafferano è una spezia davvero preziosa in cucina: estremamente versatile, si può usare in tutte le preparazioni, ha un sapore delicato ma perfettamente riconoscibile e regala un colore giallo dorato ai piatti che aiuta moltissimo nella presentazione. È in realtà preziosa anche dal punto di vista economico: il prezzo al kg sfiora i 10.000 € e, seppur le quantità usate nella cucina domestica sono davvero minime, a volte ci si stupisce di quanto costino pochissimi grammi al supermercato.

E allora, perché non provare a coltivare zafferano in casa propria? Bastano poche attenzioni per avere splendidi fiori ad autunno inoltrato e regalarci la soddisfazione di dire “questo l’ho coltivato io!”. L’anno scorso io e Fabio abbiamo provato a coltivarli rispettivamente nel mio orto e sul suo balcone, con risultati discreti; quest’anno io ho riprovato con i bulbi e i fiori sono stati molti di più!

Coltvare zafferano stagioni nel piatto

Ma partiamo dal principio: come si coltiva lo zafferano?

Se lo coltivate per il primo anno, vi basterà comprare alcuni bulbi di crocus sativus nel vostro vivaio di fiducia. Una volta a casa interrateli, in vaso o in pieno campo, a una profondità di almeno 8-10 cm con la punta rivolta verso l’alto e a una distanza di circa 4-5 cm uno dall’altro.

La semina avviene normalmente a settembre, una volta terminate le giornate più calde e afose.

Dai bulbi messi a dimora cresceranno le piantine, che si presentano con pochissime foglie molto strette e allungate. Le irrigazioni non devono essere troppo abbondanti, per evitare che i ristagni d’acqua facciano marcire i bulbi. Da metà ottobre a metà novembre spunteranno anche i fiori: bellissimi fiori viola screziati da raccogliere al mattino presto, prima che si schiudano, per ricavare gli stimmi di zafferano.

Una volta raccolti i fiori utilizzate una piccola pinzetta per estrarre delicatamente gli stimmi rossi (tre per fiore): essiccateli in forno a 40-50 gradi per qualche minuto con lo sportello leggermente aperto per far uscire l’umidità, fino a quando non avranno ridotto notevolmente il loro volume e non si saranno seccati. Se ne avrete una buona quantità vi servivano 15-20 minuti, molti meno se i vostri fiori sono poco più di una manciata. Una volta essiccati, ecco come utilizzare gli stimmi di zafferano nelle vostre preparazioni in cucina!

Una volta raccolti i fiori di zafferano il nostro lavoro non è terminato: bisognerà avere cura del terreno fino alla conclusione del ciclo vegetativo della pianta, in genere intorno al mese di  giugno, eliminando manualmente le piante infestanti (problema che si pone, ovviamente, soprattutto per chi coltiva in pieno campo).

L’attività delle piante, dopo una leggera battuta d’arresto nel periodo invernale più freddo, continuerà fino all’estate. In primavera la pianta inizierà a produrre bulbi secondari.

Quando le piante saranno seccate si potranno dissotterrare i bulbi: ne troveremo in numero maggiore rispetto a quelli piantati l’anno precedente proprio per la presenza dei bulbi secondari, e questo ci consentirà di aumentare la produzione di anno in anno. I bulbi andranno puliti, si elimineranno quelli con eventuali parassiti visibili, e risposti al buio e al fresco fino al successivo trapianto, a settembre.

Buona coltivazione!

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