La sfemminellatura dei pomodori


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I pomodori regnano sovrani sulle nostre tavole e nei nostri orti in questa stagione: ricette semplici o più complesse li vedono protagonisti e ci si diletta sempre più nella loro coltivazione sia nei giardini che sui balconi. Oggi vi voglio parlare di un aspetto particolare della loro coltivazione: la sfemminellatura delle piante di pomodoro. Si tratta di un’operazione semplice, che andrebbe effettuata regolarmente per avere pomodori più saporiti e piante maggiormente in ordine.

Faccio una piccola premessa, per farvi capire meglio il motivo di questa operazione: esistono due tipologie di piante di pomodoro, una a crescita determinata e una a crescita indeterminata. La distinzione riguarda lo sviluppo vegetativo della pianta: le prime, a crescita determinata, arrestano la propria crescita dopo un certo numero di rami, gettiti e fiori; le seconde, a crescita indeterminata, mostrano uno sviluppo vegetativo che non si arresta mai, sia in altezza che per larghezza e numero di rami.

Solitamente le cultivar vendute nei vivai sono piante a crescita indeterminata, per cui è bene conoscere poche e semplici regole per avere un orto (o un terrazzo) in ordine e rigoglioso. Innanzitutto utilizzare dei sostegni: le piante a crescita indeterminata, proprio per questa loro caratteristica, hanno necessità di avere un sostegno cui appoggiarsi, per cui basterà piantare delle canne di bambù (o di plastica, vendute appositamente nei vari garden) e legare le piante man mano che crescono in altezza.

In secondo luogo, sfemminellare le piante di pomodori. Eccoci arrivati, dunque, all’argomento principale del nostro post. L’operazione, come vi ho già detto, è in realtà estremamente semplice: si tratta di eliminare con una forbice o un piccolo coltellino alcuni specifici rametti. I gettiti da eliminare sono i cosiddetti “ascellari”, facilmente riconoscibili perché crescono nell’incavo (ascella) fra il fusto principale e i rami laterali, come il germoglio centrale ben visibile in questa foto

sfemminellatura-pomodori-stagioni-nel-piatto

Si tratta di piccoli rametti che nascono in questo incavo e che, all’inizio, sembrano abbastanza innocui: in realtà, proprio per la natura indeterminata dello sviluppo vegetativo del pomodoro, sono quasi equiparabili a delle “seconde piante” che nascono dalla principale, con una propria struttura, foglie, rami, fiori e ortaggi.
Perché eliminarli, quindi?
Semplicemente perché crescendo tolgono energia alla pianta principale (e quindi qualità ai nostri pomodori, dato che la pianta dovrà suddividere le proprie energie fra crescita e sviluppo degli ortaggi) e per evitare di avere piante a cespuglio, con rami aggrovigliati e poco gestibili.

Vi consiglio quindi di effettuare questa operazione con una certa periodicità (ogni una/due settimane), sia che le vostre piante stiano crescendo in un orto che su un vaso in terrazzo, per avere ottimi pomodorini da assaporare in mille e più ricette!


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