Montemerano e dintorni: una vacanza in sei scatti


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Per il secondo hanno di fila ho deciso di passare le mie vacanze in Toscana, l’anno scorso a Monterchi, vicinissimi al confine con l’Umbria, quest’anno invece nella provincia di Grosseto, a Montemerano. Ho pensato a lungo a come parlarvi delle mie vacanze della scorsa estate, tanto che siamo arrivati a ottobre e ancora non avevo scritto nulla. Alla fine ho deciso di raccontarvi questa settimana a Montemerano con sei scatti, sei fotografie che ritraggono qualcosa che ha lasciato il segno.

1. Montemerano

Montemerano

La prima foto è dedicata al borgo che ci ha ospitati: Montemerano. Frazione di Manciano in provincia di Grosseto, Montemerano è un piccolo borgo davvero incantevole, inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia. Lasciata la macchina fuori dalle mura, si entra a piedi e si gira in un paio d’ore. Senza fretta. Passeggiando con calma tra le case e gli stretti vicoli che conducono a piazzette e angoli uno più bello dell’altro: la piazza del forno, il secondo frantoio o la piazza del campanile, per volerne citare alcuni. Montemerano è un gioiellino e vale la pena inserirlo tra le tappe delle vacanze.

2. Il giardino dei Tarocchi di Capalbio

Giardino dei tarocchi di Capalbio

Il giardino dei Tarocchi è qualcosa di speciale, una tappa obbligata se vi trovate in zona (ma vale la pena anche allungare un po’ il tragitto se ne avete l’occasione). Ideato dall’artista Niki de Saint Phalle, questo parco raccoglie ventidue meravigliose sculture in acciaio e cemento, interamente rivestite di vetri, ceramiche colorate e specchi, raffiguranti i tarocchi maggiori. Il parco in sé non è molto grande, ma è talmente ricco di particolari e dettagli che non è davvero possibile smettere di guardare e fotografare. Colori, sfumature e riflessi stupendi ad ogni angolo. In questo luogo il tempo volerà.

Niki de Saint Phalle ha ideato, costruito e finanziato questo parco tra il 1979 e il 1996 e durante la visita è possibile vedere anche la meravigliosa casa-scultura ricavata all’interno dell’Imperatrice-Sfinge: da togliere il fiato.

Come vi ho già detto, questa è proprio una tappa obbligata! Per maggiori informazioni potete visitare il sito del Giardino dei Tarocchi.

3. Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio

Il paese che muore. Lo troverete così sui cartelli che da Bagnoregio indicano la strada per raggiungere Civita di Bagnoregio, un piccolo borgo arroccato su una montagna di tufo che, col tempo, ha cominciato a sgretolarsi. Per ragioni di sicurezza Civita di Bagnoregio è ormai quasi completamente disabitata, ma è meta turistica di grande importanza e, inutile dirlo, è estremamente suggestiva.

La passeggiata sul lungo ponte che porta all’ingresso di Civita permette di ammirarla in tutto il suo splendore. Una volta raggiunta potrete fare un giro nelle sue vie, tra le sue case così caratteristiche. Un paio d’ore sono sufficienti per girare il paese in lungo e in largo. Non fatevelo scappare. Maggiori informazioni su questo sito.

4. Pitigliano

Pitigliano

Pitigliano è un piccolo borgo della provincia di Grosseto costruito su uno sperone di tufo, davvero molto caratteristico e assolutamente da visitare. Girando per i suoi vicoli, vi consiglio di fare una tappa alla “Piccola Gerusalemme” e al ghetto ebraico, uno storico quartiere in cui è possibile visitare la sinagoga e alcune vecchie costruzioni scavate all’interno del Tufo come il forno delle azzime, il macello kasher e la cantina.

Proprio all’ingresso di questo quartiere, la proprietaria di un piccolo negozietto ci ha raccontato le origini di un dolce simbolo di Pitigliano, lo sfratto, un guscio di sottilissima cialda ripieno di un impasto a base di miele e noci, davvero buonissimo: a seguito di un editto del Granduca di Toscana, nei primi anni del ‘600 gli ebrei che abitavano nella zona furono costretti a lasciare le proprie abitazioni e a concentrarsi tutti nel “ghetto”, vicino alla sinagoga. L’atto di sfratto veniva notificato dall’Ufficiale Giudiziario battendo sulla porta di casa con un bastone. Cento anni dopo, in memoria di questi eventi, nasce lo sfratto, dolce dalla forma allungata che ricorda proprio il bastone usato dall’ufficiale.

5. Le vie cave

Vie cave di Sovana

Suggestive e ipnotiche. Sono i primi due aggettivi che mi vengono in mente quando ripenso alle vie cave che ho visto nelle necropoli etrusche di Sovana. Pareti di roccia alte e lisce che rapiscono lo sguardo e ti catturano. Non so quante foto ho fatto nella speranza di imprigionare in un’immagine tutta la maestosità di questi luoghi, ma la verità è che non è possibile, bisogna essere lì, bisogna vederli e passarci in mezzo: andate a Sovana e visitate il sito archeologico delle tombe etrusche che si trova poco fuori dal borgo. Resterete incantati.

6. Sovana

Sovana

L’ultima foto è per Sovana. Dopo il sito archeologico ecco il borgo. Una via principale attraversa tutto il paese che potete visitare in meno di un’ora (senza considerare eventuali visite a chiese o musei). Piccola e molto particolare, Sovana è un borgo davvero molto bello e farci due passi è d’obbligo, prima o dopo aver visitato le tombe etrusche. Potete accontentarvi di passeggiare per le sue vie oppure decidere di visitare, tra le altre cose, la chiesa di Santa Maria Maggiore e la chiesa di San Mamiliano.

…e per concludere parliamo di cibo!

Eh sì, perché come potrete ben immaginare non c’è solo lo sfratto! Se decidete di visitare queste zone (e non siete vegetariani) non rinunciate al cinghiale in tutte le sue varianti: pappardelle al ragù di cinghiale; cinghiale alla Maremmana in umido con le olive; buonissimi affettati di cinghiale (che potete anche acquistare sottovuoto e portare a casa).

Tra la bassa Toscana e il Lazio, molto diffusa è anche la cicoria ripassata, un contorno semplice e gustoso che dovete assolutamente provare: cicoria sbollentata e poi ripassata in padella con aglio, olio e peperoncino. Semplice, come le cose più buone. Ovviamente questa la rifarò.

E la semplicità si trova anche in uno dei dolci più diffusi in queste zone: la mousse di ricotta. Preparata solamente con ricotta fresca (ma quella buona davvero), poco zucchero e a piacere qualche goccia di liquore o grappa, questa mousse viene servita con diverse salse di accompagnamento. Da non perdere.

Infine, una breve carrellata di alcuni dei posti dove abbiamo mangiato e alloggiato: ci siamo trovati bene quindi ve li consiglio. Per quanto riguarda gli agriturismi, la zona ne è davvero piena, ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche: noi abbiamo alloggiato a Poggio Cucco e abbiamo trovato persone cordiali e accoglienti e una cucina casalinga, semplice, genuina e tipica. Quello che volevamo.
Per mangiare, se vi trovate a Manciano potete andare alla Trattoria da Paolino, ottimi piatti al giusto prezzo e proprietari gentili e simpatici; a Scansano potete invece approfittare di N.11 Fiaschetteria Rurale, piatti buoni e molta cura per i dettagli (e lasciatemelo dire: il caffè servito in una piccola moka con tazzine vintage, biscottini e panna vince su tutto). Infine, se decidete di concedervi una gita a Bolsena e volete mangiare un po’ di pesce facendo scorrere il vostro sguardo sul lago, vi consiglio la Trattoria del Moro.


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