Vacanza a Monterchi, saltellando tra Toscana e Umbria

Quest’estate non abbiamo avuto dubbi: Toscana! Nel corso degli anni sono stato più volte in questa splendida regione, ho visto Firenze, Siena, San Gimignano, Pisa, la zona di Grosseto, il Parco della Maremma…e ogni singola volta è stato amore.

Amore per una regione bellissima, per l’accoglienza e la cordialità delle persone che ci vivono, sempre pronte a fare un sorriso e a farti sentire il benvenuto, che si tratti di alberghi, ristoranti, negozi o normalissime strade.

Quest’anno volevamo una vacanza all’insegna del relax, del buon cibo e di posti meravigliosi da visitare e abbiamo deciso di rifugiarci a Monterchi, un piccolo paesino in provincia di Arezzo che, se andate a cercarlo sulla cartina geografica, potrete trovare lì, a un passo dal confine con l’Umbria.

Monterchi Toscana

Veduta di Monterchi (AR)

Data la sua posizione, Monterchi si è rivelato il punto di partenza perfetto per visitare parte della Toscana e spingerci anche in Umbria, regione altrettanto meravigliosa che non avevo mai visto.

La prima cosa che abbiamo notato avvicinandoci alla meta era un alternarsi di campi gialli e verdi che costeggiavano buona parte delle strade: gialli, per via di splendidi girasoli, in buona parte ormai secchi per il caldo; verdi, per le coltivazioni di tabacco. Questa è stata una scoperta per noi: a quanto pare la coltivazione di tabacco è molto diffusa e questa zona, per quanto ci è stato detto, è grande produttrice a livello europeo.

Girasoli

Campo di girasoli ormai in buona parte secchi per il forte caldo

Tabacco Toscana

Coltivazione di tabacco, di cui questa zona è grande produttrice a livello europeo

Ovviamente abbiamo girato molto in macchina per raggiungere le varie città da visitare, ma devo dire che guidare su quelle strade, con le loro curve morbide, immersi in un panorama unico, tra natura e piccoli borghi medievali, è estremamente rilassante e piacevole.

Abbiamo passato a Monterchi una settimana e, per la prima volta da anni, alla fine della vacanza non abbiamo avuto la sensazione che fosse volata, ci siamo sentiti rigenerati e rilassati come non mai.

In questi giorni abbiamo visitato città stupende come Assisi e Gubbio, talmente famose che non posso aggiungere molto: andateci, almeno una volta nella vita, perché ne vale davvero la pena. Ad Assisi è imperdibile la Basilica di San Francesco, davvero stupenda, mentre a Gubbio vi consiglio di prendere la funivia che vi porta al Basilica di Sant’Ubaldo dove potrete vedere i tre famosi ceri in legno utilizzati durante la Festa dei Ceri che si tiene ogni anno il 15 maggio. Ovviamente ci sono tante altre cose da vedere e le città stesse sono delle opere d’arte, quindi anche solo passeggiare tra le loro vie è un’esperienza imperdibile.
Le uniche piccole delusioni a Gubbio sono state la sensazione di città molto turistica data dai negozietti di souvenir tutti identici l’uno all’altro (alcuni vendevano persino le maschere di Venezia…) e il Palazzo Ducale che, onestamente, ci ha un po’ delusi.

Assisi

Veduta di Assisi dalla piazza di Santa Chiara

Per quanto riguarda la cucina, in Umbria dovete assolutamente assaggiare la torta al testo (conosciuta anche come crescia, in particolare nella zona di Gubbio), una specialità regionale: si tratta di un impasto di acqua, farina e sale che viene cotto su un particolare piano di ghisa chiamato, appunto, testo. Dopo la cottura viene tagliata e farcita in tanti modi diversi.
Passeggiando per le vie di Assisi poi, potrete ammirare innumerevoli pasticcerie con vetrine così ricche da non saper dove posare lo sguardo. Sceglietene una, entrate, e assaggiate la Rocciata, un dolce tipico della regione: una sfoglia di pasta farcita con marmellata, noci e mele. Ne potrete trovare tante varianti con cioccolato, cannella, pinoli o uvetta, non dovrete far altro che scegliere. Una vera bomba, che noi abbiamo gustato in piazza Santa Chiara!

Se vi state chiedendo dove pranzare a Gubbio, vi segnalo l’Osteria Dei Re, che fa cucina tipica Eugubina: noi abbiamo pranzato qui con il loro piattone del Re e siamo andati via rotolando. Consiglio: se decidete di prendere questo piatto, dividetelo in due, eventualmente abbinandolo ad altro; noi non lo abbiamo fatto e vi lascio solo immaginare cosa ha voluto dire dover girare per una città tutta salite e scale con la pancia strapiena… Ad Assisi purtroppo la scelta è stata più infelice e la trattoria in cui abbiamo pranzato non ci ha molto soddisfatti quindi non ho consigli da darvi.

A parte queste grandi città, voglio spendere qualche parola in più su alcuni piccoli borghi che abbiamo visitato, uno più bello dell’altro. Uno dei miei preferiti è Montone, che abbiamo visto facendo una piccola deviazione sulla strada per Gubbio.

Montone Umbria

Dettaglio del comune di Montone (PG)

Piccolo, circondato da mura, tutto in pietra. Come spesso accade in questi borghetti, la macchina si lascia fuori dalle mura e poi si gira a piedi. Un vero spettacolo, credetemi. Ogni stradina, ogni angolo, ogni scorcio era un piccolo quadro che avrei potuto ammirare per ore. Si tratta di un borgo davvero piccolino, conta poco meno di 1700 abitanti, e in un’oretta si gira completamente. Per me è stato un breve viaggio nel tempo e ve lo consiglio caldamente!

Ovviamente Montone non è l’unico borgo che abbiamo visitato. Partendo da Monterchi è infatti possibile fare un piccolo tour che tocca cinque paesi uno più bello dell’altro: Monterchi, Citerna, Anghiari, Sansepolcro e Città di Castello. Si tratta di cinque borghi medievali davvero molto carini e vale la pena prendersi una giornata per passeggiare nelle loro vie.

Qui potete assaggiare la tipica cucina toscana. Io, che ammetto di aver avuto davvero poco ritegno, nel corso di questa vacanza ho dato il meglio di me… Immancabili i tipici crostini toscani a base di fegatini e non solo: pomodori, funghi, prosciutto crudo tagliato al coltello, verdure grigliate. Insomma, ce n’è per tutti i gusti! In molte trattorie potete trovare pasta fatta in casa quindi spazio a buonissime tagliatelle ai funghi, alle pappardelle con ragù di cinghiale, salsiccia o selvaggina e ai buonissimi e tipici pici, che io ho mangiato con le briciole, ovviamente! E, se non siete vegetariani, i secondi di carne vanno per la maggiore: tagliate e filetti sono davvero ottimi.

Se volete pranzare a Monterchi vi consiglio tantissimo il ristorante Senza Tempo, dove potete assaggiare la cucina toscana in un mix di tradizione e innovazione e, soprattutto, pasta rigorosamente fatta in casa. Per pranzare ad Anghiari invece, vi consiglio il ristorante La Nena, noi ci siamo stati due volte e ci siamo sempre trovati benissimo. Entrambi i posti prediligono l’utilizzo di ingredienti di stagione e propongono un menù con pochi piatti ma buoni e curati, cosa che io apprezzo sempre.

Piatti da provare in Toscana e Umbria

Alcuni piatti provati durante queste vacanze: crostini ai funghi (in alto a sinistra); fantasia di bruschette (in alto a destra); la Rocciata (in basso a destra); tortelli ripieni di stracchino e basilico con pomodorini pachino (in baso a sinistra); tagliata (al centro).

Grande sorpresa è stata Cortona, una cittadina davvero molto bella e ricca di gallerie d’arte che vale la pena visitare. A dimostrazione dell’accoglienza incredibile che potete trovare, vi racconto un piccolo aneddoto: mentre giravamo nelle vie di Cortona abbiamo visto alcuni quadri esposti a bordo strada. Incuriositi siamo entrati in questa galleria d’arte privata all’interno di un vecchio palazzo e la proprietaria ci ha accolti con un sorriso, invitandoci a vedere le caratteristiche della casa, il pozzo interno che, come ci ha spiegato, è tipico delle vecchie costruzioni. Ci ha mostrato stanze dai soffitti molto bassi raccontandoci che tanto, una volta, erano più che sufficienti. E poi ci ha salutati, sempre sorridendo, senza mai accennare ai suoi quadri.

Prima di lasciare Cortona, abbiamo deciso di visitare il Santuario di Santa Margherita, che domina la città dall’alto. Devo dire che è stata davvero una grandissima sorpresa. La nostra visita è stata resa speciale da una meravigliosa signora che faceva la volontaria: ci ha accompagnato a fare un giro del santuario spiegandoci molto bene tutta la sua storia; ci ha raccontato con passione la vita di Santa Margherita e ci ha portati a visitare un piccolissimo museo, accessibile solo accompagnati, in cui negli anni sono stati raccolti i doni dei fedeli di Santa Margherita. Non possiamo che ringraziare questa gentilissima signora di cui, ahimé, non ricordiamo il nome. Se passate da Cortona, non perdetevi questa tappa.

Per mangiare a Cortona vi consiglio la Taverna Il Gozzoviglio, piccola, accogliente e con una cucina davvero buona. A onor del vero sappiate che mangiare qui, come anche in altri posti, significa prendersi del tempo perché il servizio non è proprio velocissimo ma, devo dirvi la verità, la cosa non mi ha pesato: mangiamo di corsa tutto l’anno, sbagliando. Anche il cibo, come tante altre cose, merita il suo spazio e il suo tempo.

L’ultimo giorno abbiamo dedicato una mezza giornata a visitare Arezzo, facendo una passeggiata tra le vie della città. Molto bello il centro, in stile medievale. Meno caratteristica ovviamente la parte più moderna, con i normali negozi presenti ormai in ogni città italiana.

Prima di tornare a casa ho fatto un po’ di shopping culinario e non: ho acquistato diversi pacchi di pici e strangozzi, formati di pasta tipici di queste due regioni, alcuni per me altri, invece, da regalare; ho comprato una bella finocchiona, salame tipico toscano aromatizzato, come dice il nome, con semi di finocchio; sempre parlando di cibo, ho preso due torte al testo umbre sottovuoto. Infine, in un piccolo laboratorio artigianale di ceramiche a Monterchi, ho comprato un piatto e una grande ciotola porta frutta decorati a mano da una ragazza molto simpatica di nome Lisa: la prima volta che siamo entrati nel suo negozietto, il primo giorno di vacanza, ci ha raccontato della zona, ci ha consigliato cosa vedere e dove mangiare. A fine vacanza siamo tornati con piacere a fare due chiacchiere con lei e a comprare quello che avevamo puntato fin dall’inizio, conquistati dall’originalità dei decori, moderni e diversi dai più classici e tipici di questa regione.

Lasciare la Toscana e l’Umbria è stato davvero un dispiacere, siamo riusciti a visitare molti posti e a tanti altri abbiamo dovuto rinunciare. Ovviamente ci torneremo, per vedere altri splendidi luoghi, mangiare bene (anzi, benissimo!) e godere ancora delle loro meravigliose cordialità e accoglienza.

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